Museo Archeologico Nazionale METAPONTO


Metaponto 2



Il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, attraverso una selezione qualificata di reperti provenienti dal territorio dei comuni attuali di Pisticci e Bernalda, attraverso un percorso espositivo contenuto propone un quadro archeologico del territorio metapontino a partire dalla Preistoria sino al periodo Tardoantico.

Le sezioni principali illustrano:

Gli Enotri-Choni durante la Media Età del Bronzo e l’Età del Ferro.

In questa sezione, che rappresenta la fase più antica, si mettono a confronto i manufatti ad impasto della cultura locale con i raffinati vasi italomicenei torniti e decorati. Molti di questi materiali, da uno studio autoptico e di confronti, risultano essere lavorati direttamente sul posto da esperti artigiani emigrati in Occidente. Una successiva crescita delle comunità indigene durante l’Età del Ferro e il seguente affermarsi di gruppi familiari che dispongono di enormi risorse economiche è testimoniato dalle esibizioni dei ricchi corredi funerari. Il bronzo è decisamente il metallo più usato per comporre l’ornamento personale, sia maschile che femminile, mentre alcuni oggetti (pesi da telaio, vaghi d’ambra ed in pasta vitrea, avorio) sono indicativi della vivacità degli scambi commerciali, dell’organizzazione sociale e del livello di specializzazione raggiunto dagli indigeni.

L’arrivo dei Greci dall’Acaia.

La ripresa dei contatti con i Greci è documentata sulla collina dell’Incoronata (Pisticci) dove sono stati ritrovati vasi d’importazione corinzia databili nella seconda metà dell’VIII secolo. La maggiore trasformazione si ha comunque nel corso del secolo successivo quando il sito ospita maestranze e commercianti di provenienza orientale.
Anfore da trasporto, ceramiche fini da mensa e piccoli contenitori decorati prevalgono gradualmente sulle forme vascolari locali e testimoniano l’attività in zona di artigiani specializzati provenienti da numerosi centri della Grecia. Con i vasi giungono anche le immagini e tra le popolazioni indigene si radicano rapidamente anche le tradizioni epiche e mitologiche greche.
Sono molto interessanti a questo proposito il cratere con la rappresentazione di Bellerofonte sul Pegaso ed il monumentale bacino su cui sono riportati a rilievo episodi mitici (Perseo e la Medusa), dell’Iliade e dell’Odissea (combattimento per il recupero del corpo di un eroe, Ulisse che riceve dalla maga Circe la pozione magica, coppia su carro tirato da cavalli alati, forse le nozze di Peleo e Teti, genitori di Achille).
Il repertorio leggendario è usato in modo strumentale per creare i presupposti di un’intesa o per recuperare la memoria di un’antica familiarità. La distruzione dell’abitato dell’Incoronata coincide con la fondazione achea di Metaponto su sollecitazione dei Sibariti. I materiali esposti provano la notevole differenza esistente in età arcaica tra i comportamenti dei gruppi aristocratici della colonia e quelli delle comunità enotrie.

- la formazione della colonia con l’occupazione del territorio e lo sviluppo della città;

- le trasformazioni dei centri italici del retroterra tra VI e IV sec. a.C.;

- il periodo della conquista romana e del graduale abbandono di Metaponto.


Il percorso espositivo organizzato all’interno del museo propone un quadro archeologico del Metapontino, dalle prime manifestazioni preistoriche al periodo tardoantico.

Attraverso una selezione qualificata di oggetti e complessi funerari di recente acquisizione, si pone l’attenzione sugli aspetti più caratterizzanti delle singole fasi e si cerca di cogliere le linee generali dello sviluppo storico dell’intero territorio. Questo tipo di documentazione offre la possibilità di apprezzare le diversità esistenti tra i vari gruppi etnici che nell’antichità hanno occupato la fascia costiera ionica e di misurare il loro graduale livello di integrazione culturale.

Le sezioni principali illustrano le forme iniziali del popolamento degli Enotri-Choni durante la media Età del Bronzo, l’arrivo dei Greci dalle regioni del Peloponneso nel VII sec. a.C., la formazione della colonia di Metaponto tra i fiumi Bradano e Basento con l’occupazione del territorio e lo sviluppo della città, le trasformazioni dei centri italici del retroterra e le conseguenze rovinose della conquista romana.

Per la fase più antica si mettono a confronto i manufatti ad impasto della cultura locale con i raffinati vasi italomicenei torniti e decorati. Molti di questi materiali sono lavorati direttamente sul posto da esperti artigiani emigrati in Occidente.
Segue la crescita delle comunità indigene durante l’Età del Ferro e l’affermarsi di gruppi familiari che dispongono di enormi risorse economiche e le esibiscono nei ricchi corredi funerari.
Il bronzo è decisamente il metallo più usato per comporre l’ornamento personale, sia maschile che femminile, mentre alcuni oggetti (pesi da telaio, vaghi d’ambra ed in pasta vitrea, avorio) sono indicativi della vivacità degli scambi commerciali, dell’organizzazione sociale e del livello di specializzazione raggiunto dagli indigeni.

Da un lato traspare la grande sobrietà funzionale nella scelta degli oggetti che compongono i corredi funerari (spada o coltello per il taglio delle carni, oinochoe e phiale per le cerimonie di purificazione rituali), dall’altro, invece, si accentua in modo esasperato il lusso (tryphè) dello stile di vita e l’ornamento.

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