Museo Archeologico Nazionale della Siritide POLICORO


Ingresso Principale

Rilievo fittile in marmo pentelico raffigurante Dioniso


scheda info Policoro



casetta


Il museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro inaugurato per volere del primo soprintendente archeologico della Basilicata, Dinu Adamesteanu, nel 1969, propone un percorso di visita caratterizzato da attestazioni della cultura materiale della regione magnogreca della Siritide, scelte e divise per sezioni cronologiche che vanno dal neolitico all'età romana.

Il museo, grazie allo stanziamento di fondi regionali, è stato ampliato nel 1996: resta di imminente apertura una nuova ala del museo, sita ad est ed in continuità dell'area ora fruibile.

La prima sezione è dedicata alle testimonianze neolitiche, soprattutto ceramiche dipinte a fasce rosse del IV/III millennio a.C., provenienti dall'area interna della valle del Sinni ed in modo precipuo dalle grotte di Latronico.

La seconda sezione, posta in una nuova stanza che vive in continuità con la precedente e la successiva, è incentrata sull' età del bronzo, a cui appartengono, oltre al corredo funerario di una tomba del 2000 a.C rinvenuta a Tursi, le importanti attestazioni di ceramica micenea provenienti dall'area di Termitito in agro di Scanzano Jonico. Altri reperti provengono dagli scavi intorno all'antica colonia colofonica di Siris, con testimonianze provenienti dal c.d. tempio arcaico e dalle aree necropolari (coroplastica votiva, bassorilievi, etc.).

La terza sezione è tutta dedicata alla città panellenica di Heraclea di V e IV sec. a.C.: in queste stanze sono presenti statuette votive, laminette bronzee e documentazione numismatica magnogreca, matrici coroplastiche, crateri, coppe, vasi e una matrice a rullo per decorare i vasi dei cortili delle case.

Nella quarta sezione sono situati i reperti delle necropoli magnogreche, tra cui spicca la Tomba del Pittore di Policoro: il materiale vascolare presenta raffigurazioni che richiamano temi e valori legati al mondo giovanile, alla sfera eroica ed a quella etica e politica. Importante è anche, per quanto attiene all'allestimento di questa produzione, un sistema di immagini legato al concetto di eroizzazione del defunto e dei legami matrimoniali.

La quinta e ultima sezione, la stanza che precede l'uscita è dedicata alle popolazioni enotrie e lucane stanziatesi lungo i corsi dei fiumi Agri e Sinni: qui sono presenti attestazioni di oltre 1000 sepolture e delle tombe regali di Armento, Chiaromonte, Aliano ed Anglona risalenti a circa VII-VI a.C.

Le nuove aree in fase di ultimazione sono più agevoli da fruire, grazie alla presenza ed alla costruzione di moderni ascensori.


Olla

Vasi

Cagnolini

Spada

Cratere di Policoro